FLUSSI MIGRATORI E DISINFORMAZIONE
Manlio Scopigno,
Direttore Centro Studi Esercito,
Responsabile Formazione Krysopea Institute
L’ondata migratoria che ha travolto l’enclave spagnola di Ceuta rappresenta una delle crisi di confine più imponenti e complesse registrate nell’Europa meridionale.
L’origine della spinta migratoria trova un forte elemento scatenante nella recente decisione della Corte Suprema spagnola, la quale ha stabilito l’illegittimità dei respingimenti immediati in mare, imponendo che ogni persona intercettata in acqua riceva l’accesso alle procedure legali di garanzia e identificazione.
Questa pronuncia è stata immediatamente manipolata e amplificata in modo virale attraverso i canali di messaggistica e i social media, diffondendo la falsa convinzione che il semplice raggiungimento delle acque dell’enclave avrebbe garantito la permanenza in territorio europeo.
La straordinaria rapidità con cui si è mobilitata una massa composta prevalentemente da giovani marocchini, algerini e subsahariani è stata resa possibile sia dal coordinamento capillare orchestrato da reti di trafficanti sia dall’effetto richiamo generato dalle recenti misure di sanatoria promosse da Madrid.
In questo contesto, l’atteggiamento delle forze di sicurezza di Rabat ha evidenziato una chiara inazione strategica, con la polizia locale che ha consapevolmente allentato la sorveglianza sul frangiflutti per consentire il passaggio dei migranti. Il Marocco ha così riutilizzato la pressione migratoria come leva geopolitica nei confronti della Spagna, manifestando la propria contrarietà per il recente riavvicinamento diplomatico tra Madrid e l’Algeria, dimostrando al contempo la propria indispensabilità nella tutela delle frontiere comunitarie e perseguendo sottotraccia l’irredentistico obiettivo storico di rivendicare la sovranità sulle enclave autonome di Ceuta e Melilla.
Le relazioni tra Algeria e Marocco sono state ampiamente analizzate in un dossier di Krysopea, e il suo direttore, Dott. Bevacqua, ha recentemente teorizzato nel suo ultimo libro “Il Mediterraneo Sistemico” come questo spazio si configura quale teatro di civiltà “accatastate” dove la geografia continua a dettare i rapporti di potere.
L’evento è stato prontamente strumentalizzato dalla propaganda estera, in particolare da reti legate alla disinformazione russa, con l’obiettivo di amplificare il caos e screditare la tenuta delle istituzioni europee.
La manipolazione virale della notizia sui social media, che ha diffuso la falsa certezza di una permanenza garantita in Europa, rientra perfettamente nelle dinamiche della quarta rivoluzione industriale e della guerra ibrida descritte da Bevacqua, dove il dominio digitale diventa uno strumento per destabilizzare l’avversario colpendo bersagli sociali e demografici; in ciò confermando l’assunto di Bevacqua secondo cui le nazioni non hanno amici stabili ma solo “interessi permanenti”.
Si badi bene, non vi sono elementi storici o analitici che confermino l’esistenza di un’alleanza tattica strutturata tra Stati Uniti, Russia e Marocco per pianificare la crisi; si è trattato piuttosto della convergenza opportunistica tra l’azione geopolitica di Rabat e la prontezza degli apparati propagandistici russi nell’intercettare la vulnerabilità dell’Unione Europea. A seguito dell’emergenza, l’Italia, affiancata dal coordinamento dei controlli ai confini francesi, ha disposto la sospensione temporanea del Trattato di Schengen con la Spagna, introducendo verifiche straordinarie sui collegamenti aerei e marittimi.
Questa scelta unipartitica ha sollevato forti perplessità sul piano diplomatico ed europeo: poiché Ceuta e Melilla godono già di un regime speciale di deroga che impedisce il libero passaggio verso la Spagna continentale senza controlli di polizia, la sospensione di Schengen è stata criticata da Madrid come sproporzionata e poco utile.
Una risposta maggiormente efficace avrebbe richiesto un preventivo e solido coordinamento all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea, evitando iniziative unilaterali che frammentano il fronte comunitario e offrono un’immagine di divisione a vantaggio degli attori ostili. La risposta unilaterale di alcuni Stati membri, come l’Italia e la Francia, evidenzia proprio l’assenza di quel meccanismo cooperativo di allerta precoce (simile a una “Osce mediterranea”) necessario per governare le crisi sistemiche.
Per evitare che il Mediterraneo resti ostaggio di tali ricatti, Bevacqua suggerisce, tra le altre cose, l’adozione della Medical Intelligence (MedInt) per monitorare i rischi sanitari ed epidemiologici legati ai grandi esodi, integrando la sicurezza sanitaria nella difesa nazionale. In conclusione, per impedire che episodi simili si ripetano, l’Europa deve elevare Ceuta e Melilla a vere e proprie frontiere esterne dell’Unione garantendo la presenza fissa di Frontex, vincolare gli aiuti economici forniti al Marocco a clausole di condizionalità stringenti sui controlli di confine, istituire unità di pronto intervento contro la disinformazione digitale che alimenta le partenze e applicare rigorosamente le procedure accelerate di identificazione e riammissione previste dal Nuovo Patto su Migrazione e Asilo.
Manlio SCOPIGNO
Direttore Centro Studi Esercito
Responsabile della Formazione in Krysopea
