venerdì, Giugno 21, 2024
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Interesse Nazionale: Quadro Geosistemico e Securitario nel Mediterraneo Allargato.

di Roberto Bevacqua

Mercoledì 15 dicembre ho tenuto la terza  lezione presso il Centro Interforze Formazione Intelligence e Guerra Elettronica, CIFIGE/GE, a Roma, L’argomento che ho scelto è stato: Interesse Nazionale: Quadro Geosistemico e Securitario nel Mediterraneo Allargato. Al corso specialistico di alta formazione di analisti di intelligence dello Stato Maggiore della Difesa erano presenti personale selezionato di tutte le Forze Armate, Esercito, Aeronautica, Marina, Guardia di Finanza, e Polizia di Stato.

 I Temi che ho trattato  hanno riguardato la nostra proiezione strategica sul quadrante sud ed orientale, aspetti securitari e di interesse nazionale, la difesa degli asset sensibili, gli attori assertivi nel nuovo quadro geopolitico che si sta plasmando  in questo mare delle terre che rischia di diventare una crush zone di interesse planetario. Un aspetto fondamentale di questa trattazione ha toccato il ruolo del Paese nel controllo di aree di crisi, di controllo, monitoraggio e deterrenza dei rischi sistemici sui cinque domini, con approfondimenti sui mezzi e le risorse materiali e immateriali necessari ad esercitare un più esteso ruolo di responsabilità nazionale e internazionale del Paese. L’aderenza all’atlantismo che ci caratterizza, si muove concentricamente con l’integrazione al progetto europeo che obbliga a una maggiore estensione del concetto di autonomia strategica nei settori chiave in cui l’Europa e il Paese sono in ritardo.  Cyber security, investimenti green, energia e settori della ricerca avanzata, logistica e difesa, aerospaziale, I.A., automazione e infrastrutturazione di rete, sistemi di mobilità avanzata sono tutti ambiti in cui è richiesto uno slancio ulteriore all’istituzione europea per non perdere l’aggancio ai paesi leader nella competizione del futuro  e dell’immanente. Ma anche l’esigenza di un rafforzamento   geo-sistemico all’interno  del rapporto con il Grande Medioriente, riconquistando quel ruolo privilegiato di cooperazione, di scambio e relazioni che aveva e ha caratterizzato l’Italia del dopoguerra fino alla fine della prima Repubblica . Il mediterraneo allargato è un arena di scontro e incontro complessa tra fenomeni di differenziazione e di frammentazione dove i fattori di instabilità si sovrappongono e si scompongono in modo fluido e dinamico, rappresentando cerniere e confini, ma anche interconnessioni e congiunzioni che il Paese deve saper gestire e guidare anche attraverso un Piano Strategico nazionale Integrato, tornando a recitare un ruolo di primaria importanza come punto di riferimento per i paesi rivieraschi ma anche in quella fascia Saheliana matrice di frammentazioni e conflitti in essere. Bisogna quindi allargare cooperazione e operabilità anche attraverso sinergie multiforze garantendo pace e stabilità, tutelando interessi compositi e strategici della Nazione, candidata a diventare hub europeo dei flussi e degli snodi infrastrutturali ed energetici, di congiunzione tra tre continenti ma anche filtro di criticità nei rischi securitari, di traffici illegali DARC, di fronteggiamento di rischi pandemici  e terroristici che si muovono all’interno di flussi di immigrazione. Aumentare la consapevolezza del Paese sui temi geoeconomici e geopolitici vuol dire condensare le dinamiche comunicative dei rischi sistemici che l’attraversano ma anche delle opportunità che non possiamo perdere. Una maggiore consapevolezza securitaria impone una cultura informativa diffusa, una consapevolezza geopolitica  e geoeconomica che va comunicata, oggi che le catene del valore tendono ad accorciarsi, che lo scontro non ‘è più bipolare  ma multipolare, dove la neo globalizzazione sta ricomponendo esigenze e influenze, equilibri ed egemonie sullo scacchiere planetario di cui il mediterraneo allargato col suo 1% di acque  mondiali ma 20 % di traffici globali e il 30% di quelli energetici fossili  rappresenta uno dei cuori pulsanti. L’interesse nazionale pone problemi di competizione e sopravvivenza dei sistemi industriali all’interno di processi di reshoring che in parte si stanno riposizionando anche alla luce del Inflaction Reduction Act americano e del Buy European  che influenzeranno la produzione e lo sviluppo di settori strategici dell’innovazione, delle materie prime inerenti le leadership nel sistema della mobilità, della comunicazione e della difesa.

I grandi asset energetici che arrivano sulle sponde meridionali TAP, TTPC, Green Stream, il nuovo progetto, Terna Steg, gli investimenti nello sviluppo dell’energia da idrogeno da energia pulita di Eni e Enel, le prospezioni sottomarine nell’egeo, nello ionio calabro pugliese, le risorse del canale di Sicilia, i possibili giacimenti di litio nell’Italia centro meridionale, i traffici commerciali lungo la sea line comunication che va dal Suez a Gibilterra, la Bealt and Road Initiative, la integrazione obbligata della logistica integrata, l’infrastrutturazione dell’alta velocità e altra capacità che completa l’attraversamento veloce dei corridoi europei e il potenziamento delle linee direttrici dei nostri trasporti intermodali, gli investimenti integrati tra porti e aeroporti, tra mobilità urbana e periferica, il rafforzamento dei bilanci sulla Difesa e sui settori di investimento industriale, formativo, di analisi e di sviluppo dual use e militare, impongono un piano strategico di medio e lungo periodo che sia indipendente dalle sorti dei governi. Governi che devono tutelare e valorizzare oltre che impiegare il nostro soft e hard power ma anche ricorrere con più decisione al nostro golden power la cui assenza  negli anni ha portato a quel fenomeno di outlet Italia che ci ha indebolito su tanti settori strategici mentre oggi dobbiamo operare in sinergia tra Stato, aziende campioni, organizzazioni imprenditoriali e settore diplomatico e relazionale per competere sugli scenari planetari. Questi e altri i temi che ho trattato nelle quattro ore presso una delle Istituzioni più importanti del nostro Stato Maggiore della Difesa, al servizio del Paese e dei suoi interessi.  Ringrazio il comandante del CIFIGE Colonnello Radesco, uomo di Stato con visione sistemica e capacità operative non comuni, ringrazio il tenente colonnello Marco Formentin per la coordinazione del corso e la professionalità dell’organizzazione e un vivo compiacimento agli ufficiali delle FF.AA per la loro formazione e il loro attaccamento alla conoscenza e al miglioramento delle loro capacità tecniche e culturali.

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