sabato, Aprile 20, 2024
Intelligence

ALGERIA, UNA POTENZA EMERGENTE

analisi della dott.ssa Francesca Di Carmine

SCHEDA DI SINTESI: INFORMAZIONI DI INTERESSE

Popolazione47 milioni di abitanti[1]
Superficie2.381.741 Km2 (Paese più esteso d’Africa)
1^ mercato di destinazione export algerinoITALIA (24% quota di mercato[2])
3^ fornitore dell’AlgeriaITALIA (7,1% quota di mercato[3])
48 ^ mercato di provenienza di import in AlgeriaITALIA (0,4% quota di mercato[4])
13^ Paese importatore di beni dall’AlgeriaITALIA (2% quota di mercato[5])

L’Algeria è uno Stato dell’Africa settentrionale affacciato sul Mediterraneo, in posizione strategica per la geopolitica dell’area. Coopera in prima linea con i paesi dell’Unione del Maghreb arabo (Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania), definita UMA, che per quanto di interesse alla presente trattazione, partecipa al progetto “Dialogo 5 + 5 “, ideato ad Algeri nel 1991, al quale hanno preso parte alcuni Paesi costieri europei (Italia, Francia, Malta, Portogallo e Spagna).

La Repubblica semipresidenziale di Algeria, avviato il processo di democratizzazione con alterne vicende dal 1962, anno dell’indipendenza dalla Francia, ha contato sull’esercito formato dal Front de Liberation Nationale come garante delle istituzioni repubblicane, ricoprendo un ruolo centrale anche nella vita civile del Paese.

Alterne dinamiche hanno visto di nuovo acuirsi violenze e disordini tra i movimenti di ispirazione islamica e l’esercito, fino al culmine dello scontro, avvenuto nel 1991, quando la prevista vittoria del partito islamico FIS alle elezioni politiche nazionali, portò l’esercito a realizzare un colpo di Stato: divampò una guerra civile, che lasciò una lunga scia di sangue: quasi 200.000 morti in 10 anni[6].

A partire dagli anni 2000 il Paese ha intrapreso un cammino verso la normalizzazione, anche se gli effetti dei recenti conflitti rimangono irrisolti. A livello regionale emergono numerosi fattori di instabilità: la presenza di gruppi jiadhdisti e complicati rapporti diplomatici con il Marocco, quest’ultimi alimentati dal contenzioso sull’ indipendenza del popolo Sahrawi, nonostante i tentativi delle diplomazie di riavvicinamento politico sul caso.

Pertanto, l’Algeria, il Paese più esteso d’Africa (confinante con importanti aree di crisi, la Libia a est e il Sahel a sud) si contende con l’Egitto il ruolo di prima potenza militare dell’area

L’ALGERIA: UNA SPERANZA ENERGETICA PER L’ITALIA (?)

FATTORI DI INSTABILITA’ IN ALGERIA PRIMA DELLA GUERRA IN UCRAINA (2020 – 2022)
Basso tasso di vaccinazione Covid-19 (tra i più bassi d’Africa)Alto tasso di disoccupazione (15%[7] – soprattutto giovanile)
Violazione dei diritti umani (Proteste dell’Hirak)Prezzi gas e petrolio ai minimi storici (periodo pandemico)
FATTORI DI ESPANSIONE DIPLOMATICO – ECONOMICI IN ALGERIA (DAL 2022)
10^ produttore mondiale di gas natutale (Production: 81,5 billion cubic metres[8])  16^ produttore mondiale di petrolio (Production: 1332 thousands of oil barrels per day[9])  
Algeria possiede l’1,2% delle riserve mondiali di gas naturale[10]  Gasdotto Transmed (connette i giacimenti di Hassi R’Mel con Mazara del Vallo)  
Memorandum of Understanding  (Eni e Sonatrach)  Sonatrach (aumenta fino a 4 Gmc il totale delle esportazioni aggiuntive per il 2022)  
ATTUALI TENSIONI DIPLOMATICO-ECONOMICHE ALGERINE CON L’EUROPA E L’AFRICA
Crisi rapporti Algeri-Madrid nel 2022 (Algeria fino al 2021 era il primo fornitore di gas naturale in Spagna. I due Paesi sono collegati tramite due gasdotti)  Crisi rapporti Algeria-Marocco (dossier Saraha Occidentale e della conseguente rottura delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi)
FATTORI DI NORMALIZZAZIONE SOCIO-ECONOMICA DELL’ALGERIA (anno 2022)
Politiche di redistribuzione sociale della rendita (aumento del prezzo degli idrocarburi e aumento dell’esportazione in termini assoluti verso l’Europa)  Rinvio riforme strutturale (restrittive per ampie fasce della popolazione, possibile causa di malcontento sociale e instabilità politica)
Aumento salariale e sussidi per la disoccupazioneStabilizzazione prezzi al consumo dei generi alimentari essenziali

L’Algeria affronta dalla metà degli anni ‘90 una inversione di tendenza che consiste ancora oggi in una transizione da economia centralizzata e pianificata ad una economia di libera concorrenza.
Il Paese è uno dei maggiori fornitori di gas dei Paesi dell’Unione europea ed in particolare di Italia e Francia: la produzione di idrocarburi ha contributo per il 95% al valore delle esportazioni ed oggi grazie alla linea transmediterranea (Transmed) verso l’Italia e la nuova linea MEG verso la Spagna ed il Portogallo.
L’Algeria rappresenta un rilevante partner economico del nostro Paese che consentirà nel breve ( e medio) termine di allentare la dipendenza energetica dal gas russo.

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia, il Governo algerino è tornato ad essere uno degli attori principali nel complicato percorso di indipendenza dagli idrocarburi russi, ma un sistema economico così fortemente incentrato sul settore degli idrocarburi ha portato la politica algerina a traghettare la propria economia verso una necessaria diversificazione, promuovendo investimenti nel petrolchimico e nel minerario (soprattutto per l’estrazione dell’oro).

Un elemento da tenere in considerazione, è l’alta percentuale di popolazione disoccupata, in particolare il 24% dei giovani sotto i venticinque anni, che costituisce un fattore di instabilità interna, particolarmente allarmante per la società algerina, come dimostrato dagli scontri di piazza del gennaio 2011. Gli scontri hanno causato la morte di almeno tre cittadini e sono stati alimentati proprio dal malessere sociale, legato alla mancanza di lavoro e all’inflazione sui beni di prima necessità.

L’Algeria ha un ruolo strategico nella crisi energetica che sta attraversando l’Italia e l’Unione Europea.

Il Paese è infatti uno dei maggiori produttori di idrocarburi dell’Africa: nel Sahara algerino sono stati scoperti ampi depositi di petrolio a metà degli anni ’50. 

La produzione è iniziata nel 1958, concentrata nella parte nordorientale del Sahara, lungo il confine libico e sul confine tunisino.

I depositi di gas naturale sono stati scoperti per la prima volta a Hassi R’Mel nel 1956, e da allora sono state fatte anche altre scoperte.

Così l’Algeria si colloca tra i migliori paesi del mondo in termini di riserve totali di gas e di esportazioni di gas. 

L’economia algerina è dominata dagli idrocarburi, la cui esportazione rappresenta il 97,5% delle esportazioni totali del paese e il 45% del PIL nazionale.

L’Unione Europea nel suo insieme è il primo partner commerciale dell’Algeria, assorbendo il 49% delle esportazioni e fornendo il 52% delle importazioni.

Dall’Algeria proviene circa un quarto del gas importato in Europa: i maggiori partner sono Italia, Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina. 

 L’Algeria ha nazionalizzato tutte le compagnie petrolifere internazionali operanti nel paese nel 1971 e ha dato il controllo dei loro beni alla società petrolifera algerina statale, Società nazionale di trasporto e commercializzazione delle acque petrolifere (Sonatrach), istituita nel 1963-64. 

La liberalizzazione dello Stato durante gli anni ’90 ha permesso alle compagnie petrolifere nordamericane ed europee di esplorare e sfruttare le riserve algerine, invertendo cos’il precedente monopolio statale di Sonatrach. 

Infatti, dopo che la Russia ha drasticamente ridotto le consegne di gas agli acquirenti continentali, l’Algeria figura tra i principali paesi esportatori di gas.

La guerra in Ucraina ha alterato profondamente gli equilibri geopolitici creando una forte tensione tra Nato e Federazione Russa.

In questo contesto il peso di alcuni Paesi tra cui l’Algeria sembra destinato a crescere in considerazione della collocazione geografica, delle risorse energetiche e delle capacità militari.

L’Italia si rivolge così all’Algeria attingendo a quei rapporti antichi risalenti al contratto che il lungimirante Enrico Mattei aveva negoziato con l’egiziano Nasser nel 1957.

L’Eni era, dal punto di vista azionario, sullo stesso piano di Compagnie Orientale des Pètroles.

In tale contesto nacque anche l’appoggio finanziario e politico tra Eni e Algeria.

Nei primi mesi di questo anno contraddistinto dal conflitto Russia-Ucraina, l’Algeria si è da subito dimostrata un valido sostituto di Mosca in termini di fornitura energetica, fornendo all’Italia una grande quantità di gas, grazie all’accordo Draghi-Sonatrach.

L’accordo siglato da Eni che coinvolge l’Italia e Sonatrach, prevede che l’Algeria che attualmente è il decimo produttore al mondo di gas naturale e il sedicesimo di petrolio, fornità nove miliardi di m3 all’Italia entro il 2023-2024 (tre di questi saranno erogati entro la fine del 2022).

Inoltre, la compagnia nazionale petrolifera algerina ha annunciato di riuscire ad incrementare il totale delle consegne di 6 miliardi già nel 2022 portando i volumi da 21, 2 miliardi a 27.

La acquisita forza negoziale dell’Algeria si tradurrà in un aumento del prezzo che certamente colpirà anche l’Italia che attualmente ne trae la principale fornitura.

Il Presidente Abdelmadjid Tebboune ha presentato domanda per entrare a far parte dei BRICS, il blocco delle economie emergenti che comprende Russia, Brasile, India, Cina e Sudafrica. 

POLITICA ESTERA E DIPLOMAZIA DELL’ALGERIA

 L’obiettivo dell’Algeria è quello di conquistare uno spazio nel contesto internazionale caratterizzato da una posizione che non sia passiva ma che sia caratterizzata da una rivisitazione del proprio approccio geopolitico e militare.

Le forze armate algerine sostengono un maggior attivismo nel Paese sul piano internazionale e la necessità di ampliare il dispositivo militare con particolare propensione alla Marina militare per il controllo e la difesa delle acque territoriali.

Infatti l’attuale governo intende implementare la politica estera al fine di costituire una nuova Algeria che utilizza lo strumento militare – storicamente assente dalla politica estera – anche al di fuori dei confini nazionali per salvaguardare gli interessi del Paese e implementare una stabilizzazione internazionale.

L’Algeria ha acquisito notevole forza anche negli scambi economici, infatti è il secondo partner commerciale di Pechino nella regione dopo l’Egitto.

La Cina ha notevoli interessi sull’Algeria che spaziano da quello politico a quello economico, diplomatico, all’energia, difesa e cultura.

 INTELLIGENCE ALGERINA E POSIZIONE DI ALGERI NELLA LOTTA CONTRO IL TERRORISMO

 L’intelligence militare si è adoperata negli ultimi anni a contrastare l’Aqim, organizzazione terroristica nata sulle ceneri del Gruppo salafita radicatosi in Algeria nello scorso decennio.

La presenza di cellule di Aqim sul territorio algerino costituisce una seria minaccia alla sicurezza del Paese e, anche negli ultimi anni, si sono susseguiti diversi attentati terroristici, principalmente contro le forze di polizia. L’impegno del governo e gli accordi di sicurezza internazionale con Europa e Usa hanno solo in parte ridotto il pericolo derivante dal terrorismo di matrice islamica nelle città algerine e nel Maghreb in genere, e hanno permesso al ministero della difesa di potenziare la sicurezza dei siti di estrazione degli idrocarburi. L’Algeria rimane uno dei centri nevralgici della lotta al terrorismo legato alle propagazioni di al-Qaida nella regione e, anche a livello interno, continua a essere un paese potenzialmente instabile.

Dal 2013 è iniziata una profonda ristrutturazione dei servizi segreti algerini, intesa a modernizzare il vecchio DRS e trasformarlo in una vera Agenzia di Intelligence ispirata alla Cia.

A fine gennaio 2016 il DRS è stato sostituito dal Dipartimento per la sorveglianza e la sicurezza (DSS), guidato dal direttore del DRS, Bachir Tartag (fino ad aprile 2019), quale Consigliere del Presidente incaricato per le informazioni della sicurezza.

Tartag ha avuto modo di dimostrare il suo valore militare già negli anni Novanta, dove fu uno dei principali artefici della vittoria contro i gruppi islamici armati.

In particolare, i nuovi servizi segreti avrebbero diverse articolazioni, tutte tutelate dalla Presidenza della Repubblica in coordinazione con Capo di Stato e Consiglieri.

La nuova direzione comprende tre dipartimenti responsabili rispettivamente della sicurezza interna, della sicurezza esterna e di una direzione tecnica. 

La trasformazione ha permesso la nascita di una nuova agenzia di Intelligence che dal 2016 con a capo Bachir Tartag ha raggiunto dei risultati più che positivi.

L’Algeria è rimasta l’unico paese che non ha visto azioni terroristiche e che è riuscita a neutralizzare l’azione di propaganda e di reclutamento che nel Paese sono totalmente fallite.

Infatti, le informazioni fornite dal Dss allo Stato maggiore dell’esercito algerino hanno permesso la creazione di operazioni antiterroristiche che sono state fatali per i gruppi armati che operano nella macchia algerina.

Avv. Francesca Di Carmine

Intelligent & Cyber Security Analyst

ROMA, 08-12-2022

Per la redazione dell’articolo sono state consultate le seguenti fonti:

Accordi economico-commerciali con l’Italia (ALGERIA) – infoMercatiEsteri – www.infomercatiesteri.it;

– Algeri smantella le unità d’élite dei servizi segreti – Analisi Difesa;

-Algeria in “Atlante Geopolitico”;

-Algeria, il gigante eternamente in bilico;

-Economia e politica in Algeria;

-L’Algeria in transizione tra attivismo regionale e sfide interne – ISPI;

-L’Algeria tra stallo politico e ricambio generazionale – Geopolitica.info;

-Osservatorio economico Algeria;

-L’emancipazione dell’Europa dal gas russo in www.limesonline.com

-L’Europa alla canna del gas rafforza Algeri in www.limesonline.com

-Quanto è affidabile il gas algerino? in www.limesonline.com


[1] Fonte MAECI – anno 2022

[2] rif. gennaio – luglio 2022

[3] idem

[4] idem

[5] idem

 

[7] Fonte: MAECI -Stime 2022 su dati anni precedenti e previsioni su dati macroeconomici

[8] rif. anno 2020 – bp Statistical Review of World Energy 2021

[9] ibidem

[10] ibidem

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