lunedì, Novembre 2, 2026
Economia

GEOPOLITICA E GEOECONOMIA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

 Analisi del dott. Roberto Bevacqua

Parlare di temi legati alla geopolitica e alla geoeconomia è complesso ma di estrema attualità per capire come si muovono gli interessi delle nazioni e immaginare gli scenari futuri legati ai mutamenti delle sfere di influenza e delle leadership tecno-economiche.

L’Era di Post Globalizzazione e di mutazione dei paradigmi tecnologici, digitali, ed energetici in atto, sta delineando un Nuovo Ordine Mondiale Multipolare che trae origine anche dai fatti di questi ultimi 20 anni:

  1. 2001 terrorismo globale
  2. Crisi sistemica Lehman Brothers 2006-2010
  3. Conflitti asimmetrici, con guerre ibride e operazioni di psyop
  4. Guerra dei dazi USA-CINA
  5. Covid
  6. Guerra russo ucraina
  7. Transizioni gemelle con Crisi semiconduttori-terre rare e materie 1 critiche- spinte inflazionistiche e rallentamento economia
  8. Post globalizzazione (regionalizzazione della globalizzazione)
  9. Polarizzazione blocchi geopolitici ma con agende geoeconomiche pragmatiche
  • Ridefinizione delle Supply Chain
  • Razionalizzazione delle catene del valore
  • Processi di reshoring (declinati in hand/friend shoring)
  • Territorializzazione dei mari e degli stretti strategici: Hormuz, Gibuti, Babel en Mandeb, Suez, Bosforo, Dardanelli, Canale di Sicilia, Gibilterra, Golfo di Guinea ma anche Malacca, Bering.
  • Problemi di Sicurezza (pirateria, traffici illegali, immigrazione irregolare) e nuove definizioni delle  SLOC.  

Tali riposizionamenti dei blocchi geostrategici e soprattutto di polarizzazioni geoeconomiche hanno messo in discussione lo scacchiere geopolitico bipolare, rivoluzionando gli asset logistici materiali e le interconnessioni infrastrutturali immateriali dell’economia globale.

 INVESTIMENTI MATERIALI E IMMATERIALI

A tal riguardo, gli investimenti infrastrutturali materiali e immateriali in un’epoca di interconnettività esasperata, costituiscono le basi fondamentali di collegamento attraverso i quali i paesi più avanzati tecnologicamente, più forti economicamente, più solidi finanziariamente influiscono sugli scenari geopolitici e geoeconomici mondiali, mentre i PRS con problemi di finanza a sostegno di progetti e investimenti, soprattutto nell’ambito dei settori digitale, tecnologico energetico, rischiano di pagare il prezzo di un nuovo isolamento o di staccarsi dalla cooperazione con l’Europa e i paesi della sponda nord del Mediterraneo, Italia compresa,  per aderire a dinamiche di espansione sino-centriche.

 Processo di Transizione: Fenomeni di Land Grabbing Minerari

Oggi è in atto, quindi, un grande processo di transizione sostenuto dalle rivoluzioni gemelle: energetica, tecnologica e digitale.

La risultante della competizione in questi settori determinerà le leadership geoeconomiche del futuro. Le transizioni gemelle si basano sull’acquisizione di prodotti minerari da utilizzare nel ciclo produzione di componenti avanzate: Altamente inquinanti: 1T=2000T; 1% bonifica

Terre rare: Scandio (3.500 dollari al kg), Ittrio e i 15 lantanoidi a cui si aggiungono le materie prime critiche tra cui metalli ferrosi e i non metalli come litio, nichel e cobalto oltre la grafite.

Lo sfruttamento di queste risorse, soprattutto in Africa, è nelle mani di grandi gruppi e multinazionali estere e spesso il continente africano apre la sua economia agli IDE, soprattutto cinesi, barattando risorse prime con investimenti in infrastrutture e risorse finanziarie.

La popolazione dell’Africa e dell’Area MENA sta crescendo a ritmi vertiginosi e nel 2050 raddoppierà la popolazione, da 1,2 a 2,5 mld con il 50% sotto i 25 anni, e quadruplicherà nel 2100, oltre 4 mld, inoltre cresce con un PIL (4%) più alto dell’EU (1.7%) e si prevede un raddoppio della richiesta di elettricità ed energia nel 2040

Diventa fondamentale, quindi, sostenere lo sviluppo socioeconomico dell’Africa, attraverso una cooperazione alle transizioni sostenibili.

CINA, USA, EUROPA, INDIA, GIAPPONE e RUSSIA inquinano sul pianeta per oltre il 70%, mentre le emissioni dei 54 paesi africani rappresentano l’1% delle emissioni planetarie, il che pone la questione del danno da emissioni storiche dei PI, inoltre in Africa si trovano 5 dei 10 Paesi più colpiti al mondo dagli effetti dei cambiamenti climatici: inondazioni, incendi, desertificazione e 19 dei 33 Paesi più colpiti da crisi idrica e conflittualità per bacini condivisi (Nilo, Giordano, Congo, Tigri ed Eufrate, Indo, Mekong, Naryn) e la max fragilità per la salvaguarda di beni culturali minacciati da conflitti e guerre (in circa 31 Paesi).

       

SOSTEGNO e SVILUPPO AREA MENA AFRICA CONTINENTALE

Ecco che diviene necessario, etico e vantaggioso per tutti sostenere:

  1. Sviluppo, Stabilizzazione e Diversificazione Economia
  2. Accesso a sistemi di produzione, trasporto e consumo energia pulita
  3. Trasferimento di tecnologie e attrezzature
  4. Accesso a sistemi di digitalizzazione
  5. Potenziamento infrastrutture lineari, nodali e puntuali
  6. Accesso alle risorse finanziarie

Ciò anche per evitare fenomeni incontrollati di immigrazione, frizioni e conflitti regionali, problemi di contenimento di malattie endemiche come: Febbre Gialla, Denguè, Ebola, Marburg, Inquinamento fossile.

     Per sostenere il continente africano però bisogna anche:

  • Preservare la proprietà di risorse minerarie
  • Ridurre i fenomeni di land grabbing
  • Garantire accesso all’acqua e ai sistemi di salute pubblica
  • Aprire i mercati europei alle merci africane
  • Sostenere il progresso socio economico, energetico, tecnologico e digitale del continente, trasferendo tecnologie e conoscenze europee su energie pulite, spingendo l’Africa dalla povertà energetica a potenza energetica verde, sia su larga scala che off-grid (non in rete), sia onshore che offshore con crescita socioeconomica sostenibile alimentata soprattutto da idrogeno verde, energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica.

     

 

   FINANZA CLIMATICA-TECN. -DIGITALE: GG-UE e BEI-AFDB

La questione della Finanza Climatica, Tecnologica e digitale richiede un massiccio programma di cooperazione, integrazione e aiuti finanziari ai PRS su infrastrutture sostenibili verdi da una parte e trasferimento tecnologico, digitale, now how, formazione e competenze dall’altro.

Il Piano Global Gateway UE ha previsto investimenti per 150 mld in:

  • Infrastrutture di interconnessione elettrica
  • Infrastrutture e tecnologie per Energia verde
  • Competenze e connettività digitale, solo il 25% degli africani ha internet
  • Accesso alla salute pubblica
  • Servizi finanziari

 La BEI mobiliterà investimenti integrati con la Banca per lo Sviluppo dell’Africa (Afdb) in:

  • Start-up tech e digitali
  • Microfinanza
  • Imprenditoria rurale
  • Sostegno post-Covid
  • Accesso all’acqua.

 MEDITERRANEO: NUOVO CENTRO DEL MONDO

La frontiera nord del continente africano è il Bacino del Mediterraneo che rappresenta l’1% delle acque del globo ma movimenta oltre il 20% del traffico marittimo mondiale e delle risorse energetiche, oltre 20.000 navi all’anno, quasi 50 ml di containers (30%).

Nel Mediterraneo ci sono 450 porti-terminali, oltre 50 porti internazionali e 18 di livello primario con oltre 1 ml di TEU, raggiungendo per la prima volta l’operatività dei porti del Nord Europa, riducendo costantemente il gap di efficienza con il North Range.  Rappresenta il 2° più grande mercato del mondo per le navi da crociera, il 50% della flotta da pesca dell’Ue e un patrimonio culturale e naturale unico con oltre 500 patrimoni Unesco e 400 ml di viaggiatori

L’Italia nel Mediterraneo è uno Snodo di interconnettività di cavi informatici sottomarini ma anche di interconnessione elettrica con Terna collegata con Algeria e Tunisia (cui si aggiunge l’interconnessione del Tyrrenian Link tra Sicilia, Sardegna e Penisola). Oggi siamo già è una piattaforma logistica del commercio mondiale con i nostri porti e di stoccaggio di gas tra Europa e Mediterraneo del sud. Pipeline dal Nord Africa e dall’Asia: TAP dall’Azerbaijan, Transmed dall’Algeria, Green Stream dalla Libia, in studio quello EastMed Poseidon da Israele e si pone come futuro hub strategico per l’idrogeno verde.

 

ITALIA PARTNER GLOBALE NEL MEDITERRANEO

L’Italia è il IV° Partner Commerciale Globale, dopo Stati Uniti, Cina e Germania, dei Paesi MENA, con una quota di mercato nella regione del 5% quasi il doppio della quota del nostro export globale, pari al 2,8%.

Siamo tra i primi nel mondo per investimenti Greenfield E Mergers & Acquisitions nel Mediterraneo: prodotti finanziari con CDP, PMI, edilizia, agroindustria, turismo, settore sanitario, Difesa, reti elettriche e cavi ICT, piattaforme energetiche e logistiche, energie rinnovabili, star up, automotive, settore idrico e cultura e restauro.

 MULTILATERALISMO OPERATIVO E INTEGRAZIONE

Costruire quindi nel Bacino del Mediterraneo e in Africa Continentale un multilateralismo operativo richiede un approccio basato su una logica win-win, all’insegna del dialogo, della cooperazione, dell’inclusività e dello sviluppo per realizzare uno spazio socio-economico – infrastrutturale ma anche energetico – tecnologico – digitale, ricordando che l’Africa Continentale (AfCFTA) è la più grande area d’interscambio al mondo con cui dover dialogare e integrarsi.

PROGETTI DI INTEGRAZIONE INFRASTRUTTURALE

Il nostro Paese si pone, quindi, quale “ponte” tra le 2 sponde del Mediterraneo e l’Africa Continentale. Con la rete SNIT e i corridoi europei TEN-T entra a pieno titolo nell’integrazione dei trasporti intermodali con le reti R-TAP dell’UPM: integrazione costruita sull’armonizzazione degli standard di trasporto e su una rete di trasporto regionale multimodale e integrata già da altre esperienze:

  • SAFEMED: sicurezza marittima
  • EUMED: sviluppo e integrazione ferroviaria
  • EMCAA: sviluppo spazio aereo comune euromediterraneo

 

CONCLUSIONI

Per concludere, bisogna aumentare i processi di coesione, integrazione e resilienza euromediterranea, per avere maggior coordinamento sui problemi e le frammentazioni che caratterizzano la regione ma anche le tante, le molte opportunità di integrazione, cooperazione e sviluppo che non possono essere disattese. Qui l’Italia può avere un ruolo decisivo di impulso, sostegno e di governance stabilizzando l’area e contribuendo a sviluppare e integrare la regione, recitando un ruolo guida in tanti settori in una delle aree geoeconomiche e geopolitiche fondamentali per la sicurezza e lo sviluppo del nostro Sistema Paese e la salvaguardia del patrimonio culturale di un Mediterraneo sempre più vasto…

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