mercoledì, Maggio 22, 2024
Intelligence

Tentato golpe in Russia: il futuro della nazione attende.

di Umberto Bonavita

Nella tarda serata di venerdi 23 giugno, Evgenij Viktorovič Prigožin (Prigozhin) capo della compagnia militare privata Wagner, ha tentato un gioco di potere, probabilmente preparato da mesi, mentre la maggior parte del personale della Guardia Nazionale russa, la Rosgvardija stava andando in permesso per il fine settimana.

I ribelli del Gruppo Wagner marciarono verso Mosca quasi incontrastati, poi improvvisamente, a soli 200 chilometri dalla capitale, Prigozhin fermò la sua “marcia della giustizia” e scomparve in esilio in Bielorussia dopo aver dichiarato che Wagner sarebbe tornata in Ucraina “secondo i piani”.

Nonostante il ritiro di Prigozhin, questa ribellione evidenzia una crescente disintegrazione nella capacità della Russia di schierare un’efficace forza militare di combattimento, e il potenziale caos negli schieramenti globali del Gruppo Wagner. Le conseguenze per il governo russo potrebbero protrarsi ben oltre il breve periodo del tentato colpo di Stato.

Secondo il governo russo, le minacce di Prigozhin di ritirarsi da Bakhmut, le continue aspre critiche al governo e le lamentele per la costante mancanza di munizioni e supporto di artiglieria, servivano ad accumulare munizioni e consensi per il golpe.

Il Cremlino avrebbe anche potuto volontariamente interrompere i rifornimenti, sia perché l’intelligence russa iniziava a carpire informazioni contrastanti e sia perché i miliziani stavano diventando influenti nei campi di battaglia e dunque scomodi.

Di sicuro il Gruppo subì perdite orrende a Bakhmut, oltre ventimila dei suoi combattenti uccisi, principalmente volontari delle prigioni russe.

Il valore propagandistico che Progozhin raggiunse attraverso il sangue dei suoi detenuti era però inestimabile. Il Gruppo Wagner è stato sempre più visto dal grande pubblico russo come una forza combattente snella, viziosa ed efficace, in netto contrasto con il Ministero della Difesa russo e le sue truppe convenzionali.

“L’incidente di Gleiwitz” che Prigozhin usò per dichiarare guerra totale contro il Ministero della Difesa, soprattutto nei confronti del Ministro Sergei Shoigu e del capo delle forze armate in Ucraina, Valery Gerasimov, fu un presunto attacco di artiglieria russa contro membri del Wagner in Ucraina. Il Gruppo rispose, sequestrando il quartier generale del distretto militare meridionale nel centro logistico critico di Rostov sul Don e inviando una forza d’attacco a nord lungo l’autostrada M4 per iniziare il viaggio di dodici ore verso Mosca. Secondo i rapporti all’interno della Russia e lo stesso Prigozhin, Wagner aveva oltre venticinquemila uomini scelti con veicoli blindati di accompagnamento diretti a Mosca, incluso un nucleo di veterani temprati dalla battaglia della campagna di Bakhmut.

 

                                                                                                        Prigozhin si ritira acclamato dalla folla

Finora, la situazione sul fronte ucraino rimane invariata. Putin potrebbe aver rafforzato la sua posizione di potere e fare pulizie interne, in modo simile a quanto ha fatto Erdogan durante il tentativo di colpo di Stato del 2016 ad Ankara. Anche se le lotte intestine hanno storicamente condannato ripetutamente gli sforzi bellici russi dalla Manciuria a Sebastopoli. Questo tipo di lotta interna è dannoso per l’ordine e la disciplina militare. L’episodio del tentato golpe non è solo una crisi evitata per il rotto della cuffia, ma una crepa fatale nella facciata del governo di Putin e del potere militare russo che rivela le debolezze strutturali di entrambi.

L’aviazione russa ha sofferto il suo peggior giorno di guerra dalla sua settimana di apertura, per mano dei compagni russi di Wagner. In quelle poche ore sono stati abbattuti sette velivoli dell’esercito russo: un elicottero d’attacco Mi-35, un elicottero d’attacco Ka-52, tre elicotteri da guerra elettronica Mi-8 MTPR-1, un elicottero da trasporto Mi-8 e uno dei dodici posti di comando aviotrasportati Ilyushin Il-22M nome in codice NATO: Coot-B.

Questi aerei per missioni speciali svolgono un ruolo chiave nell’orchestrare le forze russe in Ucraina. Come risorse di alto valore operano all’interno della sicurezza dello spazio aereo russo, ben oltre la portata dei sistemi di difesa aerea ucraini.

La perdita dell’aereo comporterebbe una ridotta capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione della Russia, nonché la capacità di gestire missioni aeree, in particolare durante le “operazioni ad alto ritmo”.

Gli eventi accaduti in un solo giorno possono aver destabilizzato i soldati russi, combattuti tra l’obbedienza ai loro comandanti, la lealtà al governo di Mosca e le loro convinzioni o affiliazioni personali, portando a fazioni che potrebbero rivoltarsi l’una contro l’altra o rifiutarsi di cooperare.

Eccezion fatta per i ceceni di Ramzan Kadyrov, fedeli a Putin, arrivati in soccorso a Mosca e a Rostov sul Don durante quel giorno “movimentato”. Il Gruppo Wagner è invece passato da eroe della Federazione Russa a non-persone da un giorno all’altro, condannato all’esilio in Bielorussia, al ritiro ignominioso o all’accordo con i rivali dell’esercito regolare.

Le implicazioni delle azioni di Wagner all’interno della Russia si ripercuoteranno ben oltre i suoi confini. Mentre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov afferma che le operazioni di Wagner continueranno in Mali e nella Repubblica Centrafricana come prima, è impossibile che questa ribellione fallita non cambi le dinamiche tra Wagner e il Ministero della Difesa russo. Il Gruppo utilizza le risorse del Ministero per il supporto logistico e di trasporto nelle operazioni in questi paesi. Wagner ormai non è più visto come un braccio affidabile della politica russa. I governi africani potrebbero anche cambiare idea sul coinvolgimento russo in futuro. Inoltre, gli ottomila soldati “wagneriani” che si muovono nei campi a sud della Bielorussia non possono essere uno spettacolo rassicurante per il Presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko e il suo assediato esercito post-sovietico. Lukashenko potrebbe allevare una serpe in seno ed essere preoccupato che l’ex ristoratore possa rivolgere la sua marcia della giustizia su Minsk e imporre un cambio di regime guidato da Wagner.

Lo scenario peggiore in Russia, plausibile, ma non necessariamente il più probabile nella gamma di potenziali risultati, potrebbe basarsi sulla perdita di fiducia che deteriorerà le strutture di comando. Il buon ordine evaporerà, portando alla frammentazione, alla perdita di comando e controllo e, infine, al collasso delle forze armate.

L’impatto finale del fallito colpo di Stato potrebbe richiedere del tempo per diventare evidente. Tradimenti di questa portata, però, non possono essere tollerati o placati da Vladimir Putin.

Il primo obiettivo, senza ombra di dubbio, è Evgenij Viktorovič Prigožin, i servizi d’intelligence russi saranno già pronti ad eliminarlo. I tentativi di assassinio non saranno rapidi perché sarà necessario del tempo per avere “approcci adeguati”.

La caccia è ora aperta per identificare possibili complici nel tentato golpe tra alti funzionari militari e di intelligence russi.

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